Forse vi state chiedendo...

12/04/2015

 

Forse vi state chiedendo perché alcuni pittori amino copiare le opere di Maestri molto lontani nel tempo, come, prevalentemente, mi trovo a fare io. La risposta è nella volontà di studiare, di imparare e nel desiderio di riuscire a trovare ispirazione dai grandi Maestri del passato.

 

La copia diretta dalle opere d'arte permette infatti di cogliere le intuizioni che ebbe l'artista nel mentre del processo creativo, intuizioni che non possono essere apprese da altre fonti: gli antichi maestri non sono infatti più disponibili per guidare uno studente e dimostrare come effettivamente lavorare, per raggiungere la perfezione che vediamo nella loro arte.

 

Da sempre pittori e scultori hanno studiato le realizzazioni artistiche e il genio creativo dei loro predecessori. Il loro metodo di studio ha sempre incluso la copia di opere d'arte originali. I giovani innanzitutto copiavano i disegni dei loro insegnanti, per poi recarsi nelle grandi botteghe d'arte a copiare direttamente dai grandi maestri. Questa è la lunga Tradizione che ha permesso a generazioni successive di perpetuare quella insostituibile sensibilità, necessaria a realizzare opere capaci di comunicare con tutta l'umanità: la conoscenza di Sè. Da questo 'omaggio ai maestri' e dallo studio serio dei segreti della loro magnifica arte, derivava la certezza per l'artista, che il suo lavoro, basato su principi testati dal tempo, sarebbe stato apprezzato dall'umanità anche nei secoli  venire.

 

Oggi, la maggior parte di coloro che operano in ambito artistico, sono  molto lontani dai loro predecessori e dalle tradizioni che potrebbero aiutare la loro arte ad essere universale e rilevante per il futuro. 

 

L' atteggiamento verso l'arte e gli artisti del passato è quindi cambiato, e oggi solo in pochi  'guardano' ai Maestri antichi. La visione soltanto occasionale di vere opere d'arte e l'esposizione costante a lavori la cui qualità (quasi sempre discutibile) è in gran parte solo concettuale, non sono in grado di fornire agli artisti l'esperienza necessaria per comprendere ed apprezzare veramente le grandi creazioni del passato.

 

Il risultato è che ciò che è riconosciuto come "arte" oggi, comunica veramente solo con un ristretto gruppo di conoscitori specializzati, ma gli standard di eccellenza non hanno né particolare rilevanza qualitativa, né i caratteri dell' universalità. 

 

Gran parte dell'arte di questo secolo si basa infatti su conoscenze particolari e approfondimenti di ciò che è chiamato "arte moderna" e sull' individualità psichica degli artisti che la rappresentano. Questi ultimi sono considerati tali, solo perché sono stati "unti" dall' "autorità" di qualche critico contemporaneo. 

 

Anticamente invece era proprio il Maestro a garantire la validità di un allievo, rendendolo indipendente e capace di fondare una propria scuola; e il momento in cui questo avveniva, che normalmente seguiva la presentazione del Caput-labori, ovvero della prima opera "indipendente" realizzata dall'allievo, era segnato da una trasmissione di carattere spirituale, a volte accompagnata dal dono di alcuni strumenti del mestiere, da parte del Maestro nei confronti dell'allievo.

 

Gli artisti di oggi che desiderino imparare i metodi e le tecniche tradizionali e proseguire lo stile degli Antichi  devono affrontare quindi molti problemi. Spesso infatti, sono disprezzati dalle "autorità" del mondo dell'arte contemporanea, che li vedono come "troppo poco impegnati" nella ricerca di nuove forme d'arte; vengono criticati come persone dalla mentalità chiusa, vecchio stile e un po' Kitsch. Così a coloro che sono immersi nell'arte moderna, gli artisti che lavorano in modo tradizionale appaiono come fuori moda o troppo poco commerciabili, destinati quindi a soddisfare gusti troppo "popolari". 

 

I musei d'arte contemporanea che, come cattedrali di una nuova religione, si stanno costruendo in tutto il mondo, non sono concepiti o destinati a quello che si potrebbe definire " un arte che si rivolge al cuore dell'uomo" e non al suo cervello (usiamo questa locuzione per indicare un'arte che può essere compresa e apprezzata da tutta l'umanità), ma come monumenti a maggior gloria dell'arte moderna e per mettere ulteriormente in dubbio il gusto più normale e meno "intellettuale" e così le masse dei "non credenti".

Così oggi, un qualsiasi artista ispirato dai valori tradizionali dell'arte cosiddetta antica, difficilmente può guardare al sostegno del ricco, trincerato establishment del mercato d'arte contemporaneo. Peggio ancora, non si riescono neppure a trovare le scuole o gli insegnanti con una formazione davvero tradizionale (ed è uno scandalo che in Italia le uniche due, costosissime, scuole che insegnano questi metodi, esistano solo grazie all'investimento di capitali stranieri...). La maggior parte di questi artisti, anche quelli con lauree, diplomi e Master in attività artistiche provenienti da prestigiose Accademie, devono perciò imparare l'arte tradizionale da soli: sono in gran parte autodidatti.

 

E' grazie all'imitazione degli Antichi che abbiamo potuto iniziare a Vedere (cosa sarebbe stato questo mondo senza il loro esempio!), e che possiamo arrivare un giorno a conoscere il nostro stesso cuore.

 

Massimo Tizzano

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